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sabato, 06 novembre 2004
Un giorno credi

Un giorno hai creduto fosse bene evitare che fosse fatta a pezzi una persona. Ci credevi e non ne vedevi l'utilita'. Sapevi che gli poteva essere fatto molto male.

Un giorno lo hai fatto. Non hai mai detto nulla, non hai mai chiesto ringraziamenti. Col passare del tempo quella persona ha giocato a fare il persecutore, quello che s'infilava.

E ti sei pentita di quell'atto di generosita' . E ti sei chiesta perche' non avessi lasciato andare fino in fondo quell'altro.

E' un giorno che sei stanca, un po' triste. Viaggia, ti sbatti ma alla fine ti sembra che a vincere e a vivere meglio sia sempre chi cmq se ne strafrega. Vince chi urla piu' forte o si lamenta meglio.

Tutto il resto: cosa sei, cosa fai, cosa pensi, conta poco.

Contano sempre e solo gli altri. E allora ti viene da sentirti depressa, da sentirti sconfigga. Da non sapere come muoverti.

Ti viene da piangere a leggere che le donne in carriera "vox populi vox dei" sono pompinare. Perche' le vedi correre e muoversi ed essere obbligate ad essere il doppio brave degli altri senza mai arrivare quanto loro.

Ti viene da piangere a pensare che allegramente ti e' stato detto di tutto ma se tu t'azzardi a chiamare uno ciccio scatta subito il rimprovero.

E ti viene il magone perche' ti chiedi cosa serva fare attenzione, cercare di pensare e riflettere se poi potra' esserti detto senza tanti complimenti che "sei un testimone del nulla".

Le parole feriscono. Ma pare sia piu' grave ironizzare che insultare.

Postato da: annarellix alle 14:39 | link | commenti |