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Sabato e' stato il giorno delle Panda.
Me ne andavo tranquillo in auto dalla pianura alle colline venete (e ritorno), quando invece avrei dovuto intuire fin da subito che sarebbe stato un viaggio difficile.
1. mini colonna di veicoli dietro ad una panda lento-andante. Un macchinone dietro di me (un mercedes o un bmw, non ricordo) sta smaniando; finalmente, vede l'opportunita' di superare in un colpo solo tre-quattro auto, e parte (in zona per altro dove non si sarebbe potuto sorpassare). Come parte, la panda mette la freccia per svoltare a sinistra. Il macchinone se ne accorge ed inchioda: ma sta andando troppo veloce, frenata lunga. La panda, finora serafica, se ne accorge ed all'ultimo momento inchioda anch'essa e non gira. Quelli dietro frenano a loro volta (anche se, valutando la velocita' di crociera, rallentano solo un altro po'). Insomma, si arriva con macchinone, panda e coda tutti fermi: il macchinone si trova esattamente tra la panda e la strada dove voleva svoltare. Attimi di suspense. Poi, contemporaneamente, il macchinone riparte e la coda intera lo saluta con concerto di clacson.
2. strada bella dritta, altra mini colonna, c'e' una panda davanti.
Ancora uan volta, deve svoltare a sinistra. In senso contrario non arriva nessuno. Ma la panda non gira. Un timido clacson: la panda non gira. Tutti in spasmodica attesa con una domanda che gira per la mente:
perche' diavolo la panda non svolta? Quando finalmente la coda raggiunge una diecina di auto, la panda svolta. Tutti resprirano di sollievo e continuano. Si ignorano i motivi del folle gesto.
3. strada in mezzo ai campi, con qualche platano rallentatore per giovani ubriachi del sabato sera. Davanti a me una panda, che viaggia stranamente alacre. Ad un certo punto, in mezzo al niente, freccia a sinistra. Giustamente rallento, ed assisto alla panda che svolta ed entra brutalmente in un campo. Si ignorano i motivi del surreale gesto.
4. strada tortuosa, panda davanti (l'avevo detto, che era un panda day...). Solita freccia a sinistra, auto che arrivano in enso contrario.
tutti fermi, in attesa che si liberi. Il problema e' che la svolta si trova dopo una curva cieca: se qualcuno arriva piuttsto allegro non avrebbe fatto in tempo a fermarsi (il luogo e' noto per tale fatto, ma non tutti rallentano e/o lo sanno). Tre minuti ad invocare tutte le divinita' conosciute e anche qualcuna inventata li' su due piedi che la cosa non accada proprio a me. La panda gira, salvo.
5. altra panda, altra freccia a sinistra. Faccio per passarla sulla destra quando, all'ultimo momento, la panda cambia idea e si butta a destra, dove parcheggia.
6. attraverso tranquillo un paese, quando in mezzo alla strada, contromano, incontro una panda. E' ferma: sta aspettando che l'altra corsia si liberi per immettersi; l'altra corsia e' libera, ma non si immette; aspettiamo. Finalmente, l'uomo alla guida (con una faccia da avvinazzato all'ultimo stadio) decide che il campo e' abbastanza sgombro, ringrazia, e si immette.
Ho alcune considerazioni:
a) e' statisticamente impossibile che ci siano cosi' tante panda che debbano girare a sinistra nello stesso giorno e nella stessa tratta. E
allora: e' un segno?
b) perche' la maggior parte degli autisti delle panda sono pericoli pubblici?
On the air: Il suonatore Jones - Fabrizio de Andre'
Succede all'improvviso. Stai guardando una cosa. E ti viene in mente una serie di cose. Ne' brutte ne' belle. Semplicemente una presa d'atto di cose. Ti viene un groppo di malinconia per quello che e' e cio' che non sara' piu'.
Ti viene in mente un verso della canzone che ascolti in quel momento: "fini' coi campi alle ortiche, fini' con un flauto spezzato e un ridere rauco e ricordi tanti e nemmeno un rimpianto".
Ti rendi conto che, fino a quel momento, hai lasciato che altri scrivessero la storia di cos'era stato. Ti rendi conto che quella storia la stai scrivendo e l'hai scritta pure tu. Chi prende il Graal pone la domanda e guarisce la terra.
Ma ogni storia e' una questa a se. Ogni Graal ha una storia a se. La terra guarira', l'albero dara' frutto e la pace tornera' sulla casa. Come parole scritte in un'antica profezia e' il ritonerllo che ti gira nelle orecchie.
E' morta una persona che avevo conosciuto abbastanza bene.
E' stata una strana sensazione leggere per giorni articoli, notizie,
trovarti davanti immagini. E avere dei ricordi che divergevano da quanto leggevi.
Poi arriva la notizia di una morte. And all is forgiven.
Qualsiasi fosse il rapporto che avevi avuto con quella persona, tutto viene spazzato. Game over.
Come se fosse passato un cancellino, rimane l'umana pieta' per una fine che poteva essere evitata.
Ma mi viene da citare "Voglio pero' ricordarti com'eri".
La morte rende tutti uguali. Tutti belli, buoni e santi. Livella. Ma il ruolo da santo non ti si confaceva.
Tra tutte le fini che potevi fare, conoscendoti, ti e' toccata in sorte quella che avresti voluto.
Faranno di te un santo laico, un martire. Non voglio ricordarti ne' come uno ne' come l'altro.
Sarebbe fare un torto ad una persona che, nel bene e nel male, un ruolo nella mia vita lo ha avuto. Sarebbe falsare i ricordi.
Bye bye FreeWilly. Avrei voluto che questo fosse l'ultimo tuo scherzo.
Non lo era. Ma chapeau, come avresti detto tu, in ogni caso.
Ogni tanto mi tornano in mente ritornelli di vecchie canzoni imparate agli scout.
Oggi ho in mente questa:
Danza allor dovunque tu sarai
sono il signore della danza sai
e ti condurrò dovunque tu vorrai
e per sempre nell'anima tu danzerai.
L'ho letto un po' di tempo fa e mi ritorna in testa come il ritornello di una canzone.
When a golden girl can win
Prayer from out the lips of sin,
When the barren almond bears,
And a little child give away its tears,
Then shall all the house be still (O. Wilde)
Quando una fanciulla dorata potra' ottenere
Preghiere dalle labbra dell'imperfezione
Quando il mandorlo inaridito fiorira'
E quando l'innocente donera' le sue lacrime
Allora sara' di nuovo tutta la casa in pace
On the air: Cats da Eliot
Daylight
I must wait for the sunrise
I must think of a new life
And I musn't give in
When the dawn comes
Tonight will be a memory too
And a new day will begin


Era uno dei posti piu' belli che avessi mai visto: una stretta baia di
ardesia grigia, pareti coperte di erica rossa e viola.
Case di ardesia nera coi giardini pieni di fiore e grandi alberi.
Scogliere dai prati verdissimi che cadono a picco su un oceano che si unisce
al cielo dallo stesso colore: grigio se e' grigio, azzurro se e' azzurro.
Boscastle e' distrutta dall'alluvione. Le case abbattute, scoperchiate, la
baia piena di fango, la grande quercia che stava alla confluenza tra il
ruscello ed il mare a terra.
Dal Simposio di Platone: E, così, il primo a parlare, mi raccontò, fu Fedro che incominciò presso a poco col dire che Eros è un dio possente, meraviglioso, tanto fra gli uomini che fra gli dei per molte e tante ragioni ma, soprattutto, per quel che riguarda la sua nascita: «Egli ha il vanto,» continuò Fedro, «di essere, fra tutti, il dio più antico e, prova di questo è il fatto che non ha genitori e mai nessuno ne ha parlato, prosatore o poeta che fosse. Esiodo ci dice che ci fu dapprima il Caos: la Terra dall'ampio petto, sicura sede e poi per tutti sempre e, poi, Eros Insomma, secondo questo poeta, dopo il Caos ci furono queste due divinità: Terra e Eros. E Parmenide così narra la genesi: primo di tutti gli dei creò Eros Con Esiodo concorda Acusilao. Quindi, da più fonti, si conviene che Eros è antichissimo. E, così com'è il più antico, è fonte, per noi, di grandissimi beni. Io, infatti, non so se vi sia un bene maggiore che avere, fin da giovani una persona virtuosa da amare o anche viceversa, che ci ami. E, in effetti, niente come Eros può dare all'uomo quei principi che valgono per vivere rettamente tutta la vita, non la nascita, non gli onori, non la ricchezza, niente di questo. Ma a quali principi voglio alludere?, mi chiedo: alla vergogna per le brutte azioni e al desiderio di buone, senza dei quali né stati né individui possono mai realizzare qualcosa di grande e di bello. E, inoltre, io dico che un uomo innamorato, sorpreso a commettere una brutta azione o a subirla, se la sua viltà non gli consente di difendersi, non proverà mai tanto dolore se lo vede il padre o l'amico o chiunque altro, quanto se lo vedesse la persona amata, E lo stesso è per quest'ultima, che se fa qualcosa di male si vergogna soprattutto se è vista da chi la ama. Oh, se ci potesse essere una città o un esercito composto tutto di innamorati, non vi sarebbe modo migliore di reggerlo e di vedere uomini rifuggire dal male e rivaleggiare tra loro nelle belle azioni; in guerra, poi, messi uno al fianco dell'altro, anche se in pochi, si può dire che vincerebbero il mondo intero. Perché l'uomo innamorato sarebbe disposto ad abbandonare il suo reparto, a gettare le armi sotto gli occhi di tutti, ma non dinanzi alla persona amata, piuttosto preferirebbe centomila volte morire; e, d'altronde, abbandonare la persona cara, non prestarle il suo aiuto se è in pericolo, non c'è nessun uomo tanto vile cui Eros non riesca ad infondere il necessario coraggio, come se fosse posseduto da un dio e renderlo uguale a chi è coraggioso di natura. Insomma, lo stesso soffio divino che, a quanto dice Omero, un dio infonde in taluni eroi, Eros, come un suo dono, suscita in quelli che amano.
Mi ero letteralmente dimenticata di fare una cosa urgente di lavoro.
Me ne sono ricordata sabato alle 18. L'unica soluzione e' stata tornare stamattina e ripartire domani.
Voglio andare a vendere pomodori
Allora la valigia e' chiusa. All'ultimo mi sono accorta di averci messo dentro di tutto tranne una cosa molto importante.
Ho bagnato le piante, passato i fiori che avevo in casa alla vicina, essendo appena aperti mi spiaceva che morissero senz'acqua, chiuso le tapparelle e mi devo solo piu' vestire da partenza.
E poi via verso i monti. La destinazione dei sogni quest'anno doveva essere un'altra ma, per ragioni che tendono al verde biglietto, mi accontentero' di mettere una foto della Liberty Statue da qualche parte.
Per il resto la sacca e' sempre quella. Calcolando deve avere, in 3 anni, fatto circa 40 mila km, visto 6 aereoporti diversi ed ha quel tono di vissuto che fa sempre piacere.
Buona settimana a todos.