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Sentita in una room americana. Non e' una favola, e' un fatto vero ed e' tristissima e poetica al tempo stesso.
Da qualche parte in Romania vive una bambina di tre anni. Una bambina un po' speciale. Forse malata, forse handicappata. L'hanno chiusa in un istituto.
E la bambina parla con gli alberi. Vede una bellissima signora con un incensiere in mano. Vestita di bianco che le sorride.
E fugge via dalle mura dell'istituto e fugge dove nessuno la puo' rinchiudere di nuovo.
La signora in bianco forse e' una fata forse e' una ninfa. O forse solo un sogno.
Ma di sicuro e' qualcosa di stupendo che vogliono togliere alla bambina.
http://isd.olografix.org/faq/faq_tales2.htm#msg1
Sono le faq sui luoghi insoliti tratte da "Er mejo di un newsgroup". La storia di "non vedo l'ora di lavorare di nuovo di domenica" o "adesso anche a lui piace lo shopping" mi ha fatto piegare!
Ma anche questi due , tratti da ng originale, hanno del grandiosamente trash: http://snipurl.com/84wj http://snipurl.com/84wl
........
Sto meditando che potrei inventarmi una scusa ed andare a casa a pulire il bagno.
Come dissi una volta ad un mio Harvey (in realta' era una Harvey) ci sono giorni in cui, dopo il lavoro, pulire il bagno ti pare una delizia.
C'ho sacco di voglia di sentirmi dire poverina, ma come si vede che stai male, certo che sei proprio sfortunata, vedrai che questo periodo passera' in fretta, sono cose che succedono. Ho un problema pero'. Quando mi dicono cosi' tendo ad innervosirmi. Lo psic una volta mi disse "Lei e' troppo intelligente per accettare risposte scontate". Escludendo casi di problemi realmente seri tendo a vedere il piangersi addosso come una perdita di tempo. O una situazione e' risolvibile ed allora cerco di uscirne o non lo e' e debbo accettarla senza stare li' a piangerci tanto sopra. Le varie frasi consolatorie servono a poco e lasciano il tempo che trovano. Ad essere sincera preferisco qualcuno che mi faccia ridere quando sono giu' che qualcuno che me la meni con quanto sono sfigata. Cosa realmente detesto e' l'autogiustificarsi per non uscire da una situazione. "Faccio cosi' si ma e' tutta colpa di [metter-nome-a-caso]". Al posto del nome a caso si possono mettere la mamma, la societa' e via sbizzarrendosi. Considero questo genere di mentalita' piuttosto perdente anche se, in un certo senso, pagante. Pagante perche' non richiede assunzioni di responsabilita', riflessioni profonde. Perdente perche' impedisce di crescere. La sfiga puo' essere fattore di crescita se aiuta a sviluppare dinamiche nuove di comportamento. Ok, sono uno di quelli che vengono detti resiliant, ossia che partendo da una situazione di sfiga 100 riescono ad andare oltre. Tendenzialmente ammiro molto altri resiliant. Io stessa che sto scrivendo, e che mi incacchio con un certo genere di persone, sto pensando che la mia incacchiatura lascia il tempo che trova. Perdita di tempo e di energie. Stabilito cio', rimane il perche' lo faccio. Non lo so potrebbe essere la risposta giusta. So che in alcuni periodi prendo una persona che mi sta sull'anima come paradigma negativo e piazzo una sua foto virtuale da qualche parte con su scritto "QUESTO E' COSA NON VOGLIO DIVENTARE" . Visto che e' provato che l'antipatia dipende dal vedere in altri riflessi del nostro carattere che non ci piacciono, a quel punto uso quei caratteri che mi irritano oltre ogni dire per fare un simpatico lavorino di pulizia sul mio di carattere.
Capita di leggere delle discussioni sulla rete e rimanerne disgustati. Per il finto liberalismo e per l'autentico conformismo. Come se fosse un obbligo farsi vedere in una certa maniera. Come se la liberta' sessuale non dovesse essere segnata da un profondo ed autentico rispetto verso l'altro ma un imporre i propri comodi ignorando la sofferenza che ne possa derivare.
Una di queste mi ha lasciato letteralmente con la nausea.
Un uomo scriveva e esprimeva un dubbio su una richiesta della moglie: fare all'amore con la porta aperta per essere scoperti dal figlio. Pare che la cosa la eccitasse. Lui esprimeva dei dubbi che la cosa fosse sana.
Sugli eventuali problemi che ne sarebbero potuti derivare al figlio non una parola. Era un problema accessorio.
Il mio istintivo pensiero e' stato: se questa cosa non e' una palla, questi due dovrebbero essere segnalati ai servizi sociali ed il bambino mandato in affidamento.
Un bambino che diveniva un giocattolo sessuale. Il suo eventuale trauma, le sue reazioni non venivano prese in considerazioni.
Le reazioni del gruppo andavano da "Pensate al trauma e non fatelo", cosa che verrebbe istintivamente da scrivere anche a me anche se dico ecchecazzo deve essere una persona esterna alla cosa a ricordartelo, a "Ma cosa volete che gli succeda, megli scoprire cosi' il sesso che guardando film porno".
Veniva dato per scontato che l'iter di scoperta della sessualita' di quel bambino non potesse avere tempi e modalita' sue. Doveva per forza passare attraverso o il porno o essere oggetto di un gioco sessuale.
Peggio ancora qualcuno asseriva cose tipo "La madre vuole ricordare al figlio che e' ancora seducente". Al figlio? La signora era cosi' in crisi di autostima da avere bisogno che un bambino la trovasse desiderabile? E perche' non il vicino di casa o il postino o l'idraulico?
Ma il peggio veniva alla fine: il padre riscriveva e diceva "Grazie per le risposte civili. Da altre parti mi hanno coperto di merda". O che strano. Qualcuno si era forse permesso dire una frase tipo "stiamo dando i numeri?" e gli aveva ricordato che fare i genitori non vorrebbe proprio significare eccitarti perche' tuo figlio ti sta ascoltando?
Qualcuno aveva forse ricordato che nel sesso tutto e' permesso purche' i partecipanti siano adulti e consenzienti e, in caso diverso, si chiama violenza?
Ora sono una persona che raramente si scandalizza. Credo non mi sia quasi mai capitato di scandalizzarmi per questioni di sesso. Mi da fastidio la volgarita' e trovo ridicole alcune cose. Ma stavolta ho provato un reale ad autentico senso di nausea.
Siamo partiti anni fa da una situazione di ipocrisia totale passando poi per la la famosa rivoluzione sessuale. Siamo arrivati ad un certo punto in cui si era andati dal "NON FARLO" al "DEVI FARLO". Stiamo spostando sempre piu' in la' i confini di cosa sia cosa abituale. Ma c'e' un limite oltre il quale non potremo MAI andare. Quel limite e' la violenza, la prevaricazione. Oltre quello non c'e' piu' un rapporto legato alla sessualita' ma uno legato al potere.
Dichiaro qui di avere studiato 13 anni inglese e di avere anche il first. Sto chattando in una room americana e non credo di avere mai sbagliando cosi' tante volte a scrivere come in questa serata.
Ho appena scritto rebemberer al posto di remember
Partendo dal blog della Auro e andando sul sito del famigerato Moige (un capolavoro di umorismo involontario) ho trovato una perla sull'uso di internet.
Non ho mai capito perche' i genitori si lamentino se i figli in rete trovano le peggio cose. Credo siano anni che si dice "Non lasciate i bambini da soli davanti al computer".
Sti benedetti bambini vengono sempre tirati in ballo a capocchia o a ragione.
Si parli di televisione o di rete, esce sempre qualcuno a ricordare "Ci sono i bambini".
ESATTO! esistono i bambini che avrebbero diritto ad avere dei genitori che li seguano e non li piazzino da soli davanti alla tv o ad un computer.
Che avrebbero diritto ad avere dei programmi intelligenti fatti per loro e non essere piazzati davanti a vaccate come il GF che e' deleterio per una mente adulta.
Ci sono i bambini che avrebbero diritto ad una educazione sessuale seria e non facendogli vedere film porno come ha sostenuto un perfetto imbecille in un newsgroup.
Saro' un'adulto egoista ma mi piacerebbe poter vedere "Six feet under" o "Will and Grace" senza avere gli scassamenti di palle dei movimenti "genitori moralisti per l'aramento delle gonadi altrui".
Mi piacerebbe sapere perche' questi ultramoralisti sono SEMPRE INFORMATISSIMI sulla posizione equivoca dell'attrice X nel calendario Y o della scena tale nello sceneggiato talaltro.
Saro' rinco ma o non me ne accorgo oppure abito sul pianeta di Biancaneve dove la gente non passa il suo tempo a controllare la quantita' di tette esposta da un calendario oppure suppone che chi abbia problemi morali non vada a far vedere a suo figlio Six Feet Under.
Se poi lo fa, lo faccia in coscienza SUA e non spacchi le anime al resto del globo.
E' morto oggi.
Ho letto un suo solo libro, quello di risposta alla Fallaci e posso solo dire che era una grande persona da quel che scriveva
Salgo in ascensore. Avendo una precedente prenotazione scende. Ultimo piano interrato. Sale un consultant da un milione di dollari. Chiede "Salite?".
Sono rimasta perplessa. E' vero che c'e' ancora un piano sotto ma raggiungerlo da li' avrebbe voluto dire armarsi di piccone ed iniziare a scavare. Chiaramente non ero dotata di tale attrezzatura.
Stavo per rispondere "No, scendo ed adesso inizio a scavare con le unghie". Poi ho pensato che non l'avrebbe capita
Giuro: ho sempre sognato di fare la fragil donzella in periglio che chiede aiuto per sistemare casini sul suo pc. Non ne sono capace un po' perche' dovrei mentire in maniera spudorata un po' perche' mi verrebbe da ridere dopo 2 secondi. Una volta una mi chiamo' sul cellulare dicendomi: "Il pc fa un rumore strano". Il "rumore strano" era la ventola che andava al massimo visto che c'erano 38 gradi in giro.Ecco io vorrei poter fare queste cose con la massima innocenza. Esattamente come vorrei essere in grado di installare quei bei programmi di cacca che ti impestano registry e mezzo sistema e poi fare qualcosa tipo "Aiuto ho il coso che non funziona piu' ".
Ad esempio, nelle prossime settimane, faro' una bella rasatura del desktop ed installero' linux e w2k. Ho installato linux una volta sola in vita mia per cui non garantisco la riuscita. So che prima di farlo mi leggero' tonnellate di documentazione, salvero' anche le virgole presenti su disco e solo DOPO infilero' il cd ed avviero' l'installazione. E so anche che, se incontrassi problemi, prima di chiedere aiuto le tenterebbe tutte (sono una smanettona) e dopo chiederebbe. E peggio dopo aver avuto aiuto chiederebbe pure tutte le spiegazioni su come e' stato fatto in maniera da imparare la cosa.
Io odio la femmina in sindrome da non-capisco-nulla-di-pc. Non e' possibile, spesso non si parla di sistemistica ma di vaccate. Un pc a quei livelli funziona come una lavatrice. Niente di piu' e niente di meno. Se sei in grado di programmare una lavatrice sei anche in grado di spedire posta e scrivere un documento.
Altrettanto odio la gente che vuole fare la smanettona ma non sa farlo. Tra le donne poi la cosa assume toni paradossali. Con la questione che aver Linux fa faigo, si aprono ampi spazi di disastri e interventi richiesti nelle maniere piu' strane.Perche' le donne possono essere bravissimi informatici ma possono anche giocare a fare le imbranate cosmiche.
A me viene sempre da rispondere RTFM, READ THE FUCKING MANUAL, ossia hai sottomano una cosa che si chiama documentazione, perche' non la leggi prima di venire a scoriandolare l'anima a me ? Secondo perche' ti sei voluta installare un sistema operativo che sara' diventato piu' user friendly ma che, di base, continua ad avere sigle astruse quali "/dev/nome-astruso-di-device" o comandi quali "make -f " e cosi' via ?
La questione e' essenzialmente femminile. Da una parte giocano alla donna-emancipata-ed-autonoma. Dall'altra ignorano che esserlo sul serio vuol dire sbattersi la chiappina palestrata o meno. Che se vuoi esserlo sul serio dovrai imparare a smontare le tapparelle, ungere i cardini delle porte, cambiare lampadine e via elencando. Quello che e' il livello minimo di manutenzione. E la cosa si estende anche ai pc o al cellulare e via elettronicizzando.
A me fanno incazzare nera certi tipi di donna. Perche' sono un ritorno indietro di anni. Perche' l'autonomia richiede di essere gestita e costa. Perche' prima di gettarti in un'avventura, grande o piccola che sia, devi avere misurato le tue forze e un minimo avere idea di dove e come potrai arrivare. Perche' la parita' non vuol dire mettersi in competizione con gli uomini ma vuol dire essere in grado di gestirsi rimanendo se stesse, senza passare attraverso i giochetti di un atteggiamento passivo-aggressivo e manipolazioni varie in stile "Guardami quanto sono fragile".